I vigneti dell’azienda agricola Angelucci sono situati in un contesto unico, all’interno dei comuni di Castiglione a Casauria e di Tocco da Casauria, due antichi borghi perfettamente conservati che rientrano rispettivamente nei territori del Parco nazionale del Gran Sasso e del Parco nazionale della Maiella. Il “biotipo casauriense” di Moscatello è oggi coltivato (accanto a piccole quote di Montepulciano e di Pecorino, altri due vitigni storici dell’Abruzzo) in circa trenta ettari tra le contrade Coste San Felice e Colle delle Forche di Castiglione a Casauria e Vicenne di Tocco da Casauria, a un’altitudine variabile tra 250 a 350 metri sul livello del mare. I terreni sono di medio impasto argilloso-calcareo, esposti a sud-sud est con parte dei quali realizzati dopo una straordinaria opera di terrazzamento che la famiglia Angelucci ha realizzato sui ripidi pendii collinari della parte più alta della tenuta.

In virtù delle particolari condizioni micro-climatiche della zona, le operazioni agronomiche, così come quelle enologiche, prevedono l’utilizzo di metodi di lavorazione a bassissimo impatto, dalla concimazione organica dei terreni alla lotta integrata per la difesa fitosanitaria. Collaboratori tecnici dell’azienda sono l’agronomo Romano D’Amario e l’enologo Donato Di Tommaso.

L’arrivo della vendemmia per la famiglia Angelucci è considerato un vero e proprio rito che comincia dalla metà agosto con la verifica della maturazione dell’uva nelle diverse ubicazioni dei vigneti, prosegue con l’opera di schiacciamento manuale del picciolo per avviare il periodo di appassimento sulla pianta nell’ultima decade del mese.

La vendemmia vera e propria comincia dopo circa 10/15 giorni di appassimento, generalmente intorno alla prima metà di settembre, nelle prime ore del mattino, con la delicata raccolta manuale dei grappoli per passaggi giornalieri successivi a seconda del grado di appassimento, deposti in cassette da 3/5 kg., con una resa di uva che non supera 80 quintali per ettaro e una resa in vino di circa il 40%.

In base alla posizione, alla diversa età dei vigneti e della maturità dei grappoli registrata prima dell’appassimento, l’uva viene portata in cantina per un’ulteriore selezione qualitativa per poi essere destinata a due differenti tipologie di vinificazione.

Si tratta di una metodologia di lavorazione molto particolare, studiata dai tecnici dell’azienda per conservare ed esaltare le caratteristiche del vitigno: una parte delle uve viene pressata in atmosfera inerte (con azoto) affinché siano preservate le sostanze aromatiche e la fragranza tipiche del vitigno. Il mosto ottenuto è decantato e avviato alla fermentazione a temperatura controllata tra 15 e 16 °C con lieviti selezionati.
L’altra parte delle uve è sottoposta a macerazione pellicolare pre-fermentativa, ossia a contatto con le bucce per 24-48 ore a circa 8 °C, quindi leggermente pressata e avviata alla fermentazione, fino ad ottenere il tenore di zuccheri voluto. Il vino è poi travasato e affinato per circa 6 mesi in acciaio.

Nella cantina, costruita su tre livelli con vista sui vigneti e sulla Val Pescara, continua la sperimentazione anche per valutare i risultati della fermentazione o della maturazione del Moscatello di Castiglione nelle botti e nelle barrique.